2022 04 granoProfumo d’incenso. Silenzio e quiete, la chiesa in penombra. Una forte luce risplende sull’altare, la statua del Cristo morto, l’ostensorio con il Santissimo. Tra i banchi decine di persone raccolte in preghiera mentre i piedi dell’altare sono coperti da gialli germogli di grano. Ogni volta che visito un sepolcro, mi pervade una sensazione di dolce mestizia, di solenne rispetto, di immensa tranquillità.

La Settimana Santa con le sue celebrazioni liturgiche è un periodo ricco di riti, di simboli, di tradizioni. Fin da quando ero piccino ricordo che era una delle settimane più belle dell’anno, perché mi sembrava di capire appieno ciò che mi raccontavano le catechiste durante gli incontri. La settimana si apre con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla festosa nella Domenica delle Palme, continua con la celebrazione dell’Ultima Cena e della Lavanda dei Piedi, la lunga processione del Cristo Morto e della Madonna Addolorata per poi terminare nella Santa Pasqua della Resurrezione.

La scena descritta nelle prime frasi di questo articolo si riferisce alla tradizionale visita ai sabburchi, ovvero ai sepolcri, che in molte zone d’Italia si effettua la sera del Giovedì Santo. Nel mio piccolo paese in Salento in ogni chiesa viene allestito un sepolcro, dove per l’appunto i fedeli possono recarsi a rendere omaggio al Cristo morto. Immancabili, nell’allestimento della scena, sono i germogli gialli di grano. Ed è proprio sul simbolo del grano che desidero soffermarmi a riflettere. Un simbolo ricorrente in tutta la Bibbia e nel Vangelo, ma che durante l’Ultima Cena e nella passione e risurrezione del Cristo acquista un significato ancora più profondo. Il pane diventa il corpo stesso di Gesù, donato per redimerci, come ci ricorda il sacerdote in tutte le celebrazioni eucaristiche ed in particolare in quella del Giovedì Santo.

“Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me” (Lc 22, 19)

Ma in questo caso si tratta del pane, quindi di grano rielaborato. Ai piedi del sepolcro però troviamo piccoli germogli gialli di grano e frumento. Solo una decorazione a puro livello estetico? No. I germogli, di qualunque pianta essi siano, spuntano in primavera, il periodo dell’anno in cui la natura si risveglia dal torpore invernale. Un simbolo di rinascita, quindi, che diventa ancora più potente visto che si tratta di germogli di grano e frumento.

“Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.” (Gv 12, 24)

È questo versetto tratto dal Vangelo secondo Giovanni e spesso citato dai canti dell’offertorio a darci la chiave necessaria a capire la grande simbologia di questi germogli di grano. Quei sottili fili d’erba gialla racchiudono in un’unica immagine tutto il mistero della passione e della resurrezione di Cristo. Solo il seme di grano morto, in terra fertile, porterà frutto in primavera.

La stessa preparazione dei germogli, che tradizionalmente sono di un colore giallo molto chiaro, riporta alla simbologia della Risurrezione. Affinché acquisiscano il loro caratteristico aspetto, i vasetti in cui sono stati piantati i semi dovranno riposare al buio assoluto, dove i germogli cresceranno nell’oscurità (altrimenti diventerebbero verdi). La sera del Giovedì Santo i germogli saranno scoperti per la prima volta, un ennesimo atto che riporta al passaggio dalle tenebre della morte alla luce.

Ed eccolo il seme privato dalla vita il Giovedì Santo, la sua statua è deposta sull’altare della chiesa, giace silenzioso con i fedeli che gli rendono omaggio per tutta la notte. Ma accanto all’altare, il simbolo di speranza, il germoglio della fede, la certezza del miracolo della Risurrezione. La Santa Pasqua è la rinascita di quel seme che porterà frutto se troverà, in noi, un terreno fertile.

Luca Nicola Panarese

Come preparare i germogli

Per preparare la crescita dei germogli, occorre prendere del terreno e inserire i semi di grano. Niente fertilizzanti ma un batuffolo di cotone delle dimensioni di circa 10cm x 10cm. In alternativa potete utilizzare una tela ripiegandola su sé stessa per creare spessore e poi bagnarla in acqua.

Prendete il cotone, in alternativa la tela ripiegata, bagnateli con abbondante acqua e poi strizzatelo per far fuoriuscire l‘acqua in eccesso.

Poi coprite la terra e cercate di inserire i semi di grano tra le fibre di cotone. Rispettate la distanza di circa un centimetro tra un seme e l‘altro per favorire la crescita dei germogli.

Dopo aver seminato mettete il piatto in un luogo buio e non ventilato.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di aprile 2022.