2021 12 santafamigliaLa prima domenica dopo Natale si festeggia la Santa Famiglia. Nel XVII secolo, con l’istituzione di questa festa, la Chiesa voleva proporre un modello di famiglia cristiana e sottolineare l’importanza della famiglia nella società.

Proprio riflettendo sulla Famiglia di Nazaret così si esprimeva il Santo Padre lo scorso marzo, inaugurando l’anno “Famiglia Amoris Laetitia sulla bellezza dell’amore familiare: “È bello riflettere sul fatto che il Figlio di Dio ha voluto aver bisogno, come tutti i bambini, del calore di una famiglia. Proprio per questo la famiglia di Gesù, quella di Nazaret, è la famiglia-modello, in cui tutte le famiglie del mondo possono trovare il loro sicuro punto di riferimento e una sicura ispirazione.”

Guardando alla famiglia di Nazaret si potrebbe pensare che essa sia un modello inarrivabile, troppo perfetto. Un giorno una donna mi disse “Anche io, se avessi per marito San Giuseppe e per figlio Gesù avrei una famiglia perfetta”. Con un po’ di humor questa madre di famiglia voleva esprimere la distanza tra quel modello e la realtà quotidiana che lei viveva.

Pur essendo vero che Giuseppe, Maria e Gesù fossero persone “speciali”, non lo era la loro vita familiare. Era la vita di tante famiglie di quel tempo, ed il messaggio che ci offre è sempre attuale. In un tempo dove la società ci propone molti e diversi modelli di famiglia, la Chiesa continua a indicarci il modello che nel progetto di Dio, rappresenta la forma più alta e completa di comunione fra persone che si amano.

Pensare alla quotidianità della famiglia di Nazareth può allora aiutarci a sentirla più vicina a noi. Possiamo immaginare di vedere Giuseppe al lavoro, con la fatica ed il sudore che gli si riconoscono sul volto. Giuseppe che porta in braccio Gesù piccolino nelle notti insonni e che gioisce di tutte le tappe della sua crescita. Possiamo continuare ad immaginare Giuseppe con la paura nel cuore fuggire dal suo paese per portare in salvo i propri cari dal pericolo imminente. Giuseppe, un padre di famiglia silenzioso, paziente, premuroso ed attento alle necessità dei suoi cari.

E poi c’è Maria, che come tante mamme con fatica ed amore accudisce alla vita familiare. Maria che va a prendere l’acqua al pozzo, che cucina e rammenda. Che allatta Gesù e lo cambia. Le palpitazioni di cuore che provava quando preoccupata aspettava il figlio. Maria, donna che ha conosciuto il dolore per la perdita del marito e dell’unico suo figlio. Maria, donna forte e coraggiosa.

Come sento vicini Giuseppe e Maria! Genitori di altri tempi ma sempre attuali. Genitori che hanno sofferto ed hanno amato, che si sono dedicati con generosità, pazienza e sacrificio al bene della famiglia. In questa famiglia ha preso dimora Dio fatto uomo, Gesù.

Gesù è diventato uomo in una famiglia, in un paese sperduto ed insignificante del tempo, ma non per Dio. E in questa famiglia Gesù è cresciuto per poi portare l’amore del Padre a tutti gli uomini.

Pensando alla famiglia di Nazareth, penso a tutte le nostre famiglie e vedo tante similitudini. Quanta fatica di tante mamme e tanti papà nel portare avanti la famiglia. Quante preoccupazioni, quanti sacrifici, quanti esempi di dedizione e offerta di sé fino all’estremo. Quotidianità intrisa di amore, pazienza, generosità insieme a sofferenze e limiti. Ma quanta santità proprio in tutto ciò!

L’incarnazione di Gesù nella Famiglia di Nazareth viene a proclamare la santità e la sacralità di ogni vita familiare. Proprio nella loro quotidianità, proprio in tutti quei piccoli gesti di vita comunitaria e di relazioni, anche se a volte imperfetti, si manifesta una “bellezza” che è propria dei gesti fatti con amore. Una bellezza che può nascere soltanto in relazioni vissute nel dono reciproco e nelle quali nasce, si incarna e si manifesta un’altra “Bellezza”, un altro “Amore”. Allora la Famiglia di Nazareth, modello di ogni famiglia, prima di tutto umana e poi cristiana, è annuncio e profezia. Annuncio di una santità che già è presente e profezia di una santità che è chiamata a crescere. Come Dio si è incarnato ed è cresciuto nella famiglia di Nazareth, così Dio continua ad incarnarsi e a manifestarsi in ogni famiglia ogni volta che si vive il dono ed il servizio reciproco.

Papa Francesco ha indicato una via precisa per crescere nella santità familiare: “In famiglia si potrà sperimentare una comunione sincera quando essa è casa di preghiera, quando gli affetti sono seri, profondi, e puri, quando il perdono prevale sulle discordie, quando l’asprezza quotidiana del vivere viene addolcita dalla tenerezza reciproca e dalla serena adesione alla volontà di Dio. In questo modo, la famiglia si apre alla gioia che Dio dona a tutti coloro che sanno dare con gioia.“

Affidiamo a Maria il cammino di ogni famiglia, specialmente di quelle più in difficoltà, perché nel cammino quotidiano possano riconoscere la vicinanza di Dio e sperimentare sempre più la gioia della sua presenza nella vita familiare.

Don Gianfranco Biribicchi


Articolo pubblicato sul mensile insieme di dicembre 2021.