Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

Condividiamo il nuovo video di Papa Francesco in vista della 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che si celebrerà domenica 25 settembre 2022.
Il Santo Padre approfondisce il sottotema “Un futuro per tutti e tutte” e ci coinvolge con una domanda diretta: Cosa significa mettere al centro i più vulnerabili?.


2022 02 amoreNella lettera enciclica Deus Caritas est pubblicata nel 2005, papa Benedetto XVI ci guida in una riflessione sull’Amore a partire dalle tre parole in greco antico eros, philia e agape che sono state utilizzate nella Sacra Bibbia per riferirsi all’Amore. Con philia gli antichi si riferivano all’amicizia, indicando ad esempio il rapporto tra Gesù e i suoi apostoli.

Eros o agape?

Il primo termine, eros, è presente solo due volte, entrambe nell’Antico Testamento e sostituito sempre di più dalla parola agape. Nell’eros i greci vedevano soprattutto l’ebbrezza, la sopraffazione della ragione da una parte di una “pazzia divina” che fa sperimentare all’essere umano la più alta beatitudine.

L’eros viene celebrato come forza divina, come comunione col Divino, accezione che contrasta con il credo nell’unico Dio cristiano. La Bibbia e quindi la Chiesa, non ha dunque rifiutato l’eros in quanto tale, ma si pone contro la falsa divinizzazione dell’eros, che lo disumanizza e lo priva della sua dignità. Al contrario, per la Chiesa l’eros ha bisogno di disciplina, di purificazione per donare all’uomo non il piacere di un istante, ma un certo pregustamento di quella beatitudine a cui tutto il nostro essere tende. Eros ci indice però a riflettere alla relazione tra l’Amore e il divino, il senso di beatitudine che ci dona il fatto di amare e di essere amati. Senso di beatitudine che però non deriva dal lasciarsi sopraffare da un istinto più animalesco che umano. Il papa ci dice nella sua enciclica che solo quando spirito e corpo, quando anima e carne si ritrovano in intima unità si raggiunge davvero il senso di beatitudine dell’eros.

L’amore più vero in questo senso, nonché l’amore più divino, è invece indicato con il termine di agape. Agape esprime l’esperienza dell’amore che diventa veramente scoperta dell’altro, superando il carattere egoistico prima dominante. L’amore diventa cura dell’altro, per l’altro. Cerca il bene dell’amato o dell’amata, non il proprio interesse personale e per il bene della persona amata è pronto a sacrifici e rinunce.

L’amore di Dio per l’umanità

Dio ama l’umanità incondizionatamente. Il suo amore è un dono del tutto gratuito, è un amore che perdona costantemente.

L’amore di Dio è in tutto e per tutto agape. Questo amore immenso si incarna nella figura di Gesù sceso sulla terra: Quando Gesù nelle sue parabole parla del pastore che si cura della pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che va incontro al figliol prodigo e lo abbraccia, queste non sono soltanto parole, ma costituiscono la spiegazione del suo stesso essere ed operare. Nella sua morte in croce il Figlio di Dio si dona per rialzare l‘uomo e salvarlo — amore, questo, nella sua forma più radicale.

L‘unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali Egli si dona. Non possiamo avere Cristo solo per noi stessi, possiamo appartenergli soltanto in unione con tutti quelli che sono diventati o diventeranno suoi. La comunione ci tira fuori da noi stessi verso di Lui, e così anche verso l‘unità con tutti i cristiani. Diventiamo un solo corpo, fusi insieme in un‘unica esistenza. Amore per Dio e amore per il prossimo sono ora veramente uniti: il Dio incarnato ci attrae tutti a sé. Da ciò si comprende come agape sia ora diventata anche un nome dell‘Eucaristia: in essa l‘agape di Dio viene a noi corporalmente per continuare il suo operare in noi e attraverso di noi.

Agape e matrimonio cristiano

L’amore è alla base del matrimonio cristiano. Con “amore” cristiano, si intende l’amore nella sua forma più pura, l’agape, quello che si adopera per il bene dell’altro. L’eros, invece, inteso come semplice desiderio carnale, degrada la dignità umana.

L’amore come eros viene degradato a puro desiderio carnale. Diventa merce, una semplice cosa che si può comprare e vendere. L‘uomo stesso, in alcuni casi, diventa merce. Il corpo in questo caso non è più espressione viva della totalità del nostro essere, ma viene respinto nel campo puramente biologico. Non per questo, però, l’eros deve scomparire dalla vita dei cristiani.

L’eros è come radicato nella natura stessa dell‘uomo; Adamo è in ricerca e “abbandona suo padre e sua madre per trovare la donna”; solo nel loro insieme rappresentano l‘interezza dell‘umanità, diventano una sola carne. In un orientamento fondato nella creazione, l‘eros rimanda l‘uomo al matrimonio, a un legame caratterizzato da unicità e definitività; così, e solo così, si realizza la sua intima destinazione. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l‘icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell‘amore umano.

(Liberamente tratto dall’Enciclica “Deus Caritas est” di papa Benedetto XVI)


Articolo pubblicato sul mensile insieme di febbraio 2022.