Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

Condividiamo il nuovo video di Papa Francesco in vista della 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che si celebrerà domenica 25 settembre 2022.
Il Santo Padre approfondisce il sottotema “Un futuro per tutti e tutte” e ci coinvolge con una domanda diretta: Cosa significa mettere al centro i più vulnerabili?.


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Mi presento, sono Martina, sono ticinese ma risiedo a Berna ormai da molti anni. Mio marito è di origini pugliesi, nato e cresciuto a Berna ha frequentato sin da piccolo la Missione Cattolica di Berna.

In Missione abbiamo conosciuto Padre Antonio, con il quale abbiamo anche fatto il corso per fidanzati, che ci ha poi pure permesso di conoscere altre coppie, tra le quali si sono create nuove amicizie. Così quando quest’estate Padre Antonio ci ha chiesto di partecipare “più attivamente” alla vita in comunità, abbiamo colto l’occasione al volo.

Mio marito ed io veniamo entrambi da famiglie cattoliche praticanti, dove di tradizione la domenica si va a messa e la si dedica alla famiglia. Così, quando ad inizio anno siamo diventati genitori, ci è sembrato naturale portarci pure nostro figlio. Dopo il suo battesimo non siamo però riusciti ad essere presenti tutti e tre in Chiesa, forse per il mio timore di come gestire un bambino piccolo durante la celebrazione. Questo è forse dovuto alla mia esperienza personale un po’ contrastante con bimbi piccoli nelle parrocchie ticinesi. Ho tutt’ora dei bellissimi ricordi di quando da piccola andavo in Chiesa, frequentata da molti miei coetanei i e il nostro parroco, il caro Don Ambrogio, ci coinvolgeva nelle celebrazioni.

C’era chi faceva il chierichetto, chi leggeva le letture, chi cantava nel coro e chi aiutava nelle processioni. Il tutto era agevolato dal fatto che essendo una piccola comunità ci conoscevamo tutti. Crescendo mi sono trovata confrontata ad uno scenario molto diverso. Con il passare degli anni aumentava l’assenteismo tra i banchi, da un lato la mancanza d’empatia da parte del nuovo parroco, dall’altra l’aumento dell’età media dei parrocchiani rendeva l’assenza delle famiglie più forte. Percepivo il disagio delle nuove famiglie, quando i bambini si muovevano troppo o facevano un versetto durante la celebrazione. Ora lo posso però capire, perché da mamma, in diverse occasioni le occhiatacce non ci vengono risparmiate. Quando in Missione a Berna, nonostante lo scenario sembri migliore, è stata introdotta la Messa per i bimbi fino ai 5 anni, ci è subito sembrata un’ottima idea.

Di fatto, la Messa per i bambini dai 0 ai 5 anni è nata proprio per togliere i genitori da questo imbarazzo, dando loro modo di essere più partecipi all’ascolto della parola. Ci siamo trovati a nostro agio da subito, Padre Gildo e Padre Antonio fanno partecipare attivamente i bambini, i quali durante le celebrazioni possono sedersi vicino all’altare, muovendosi liberamente e interagire direttamente con il parroco.

Durante la predica, per i bambini che lo vogliono, c’è la possibilità di venire in sacrestia con me ed alcune altre mamme. In questi momenti svolgiamo insieme dei lavoretti, sempre con la base ancorata al Vangelo della domenica. Dipingiamo, scegliamo autoadesivi da incollare oppure ascoltiamo la Parola del Signore raccontata attraverso un libro illustrato. In questi momenti i bambini condividono un momento spirituale tra di loro e al momento della preghiera del Padre Nostro ritornano dalle loro famiglie con una candela decorata per rappresentare la luce in famiglia o con una sveglia colorata per raffigurare l’attesa nel periodo dell’avvento, tematizzando così concetti difficili per loro in modo visivo.

In questo modo i genitori riescono ad essere più attenti nell’ascolto del Vangelo, trasmettendo poi la Parola del Signore nelle proprie case, abituando i figli all’ascolto e alla preghiera.

Dopo la celebrazione ci ritroviamo per una merenda tutti insieme, un momento in cui sia i grandi che i piccini hanno la possibilità di interagire ed è davvero speciale l’atmosfera che si crea.

Sembra scontato, eppure quando noi genitori ci confrontiamo sul tema dell’educazione religiosa, sorgono diversi interrogativi. Quali temi toccare? Come pregare? Quali metodi sono adatti all’età? Quali altre persone sono importanti per vivere e comunicare la fede ai bambini? Quali aspetti sono per noi difficili? Questi sono solo alcuni spunti tratti dalle nostre discussioni, che sono si incentrate sui nostri bambini e la loro educazione, ma che ci arricchiscono pure noi adulti nella fede.

E forse noi genitori, presi da mille impegni di lavoro, dovremmo riscoprire la bellezza del ruolo nel trasmettere la fede ai nostri figli e non aspettare il catechismo in parrocchia.

Sperando di vedere numerose famiglie alla prossima Messa per i bimbi del 23 gennaio 2022, concludo citando le parole del Papa Francesco, il quale ha invitato a chiedere «al Signore per tanti genitori che si prendano cura di questo, che sappiano che trasmettere la fede è una cosa grande, molto bella, molto bella».

E chiedere anche «per tanti cristiani che il Signore ci dia a tutti la forza di dare testimonianza e con la testimonianza seminare curiosità; e quella curiosità la prende lo Spirito Santo e apre il cuore a ricevere la fede».

Martina Videa


Articolo pubblicato sul mensile insieme di febbraio 2022.